Il marchio Dexibell nasce nel 2014 in Italia, ad Acquaviva Picena. Nato sulle ceneri di Roland Europe, ne capitalizza l’esperienza per ridefinire lo standard del piano digitale ripartendo da zero. Come racconta Luigi Bruti, responsabile del progetto, l’obiettivo è quello di spingere il realismo del piano digitale fino a livelli mai visti prima.

La tecnologia 

Si sceglie di utilizzare un processore CORTEX quad-core, altamente performante. Si tratta di un processore reperibile in commercio dal nome NXP IMX6 (QUAD CORE 1GHz) ed è grazie al suo impiego che si potrà fare un grande lavoro sul software, sia al livello del kernel che gestisce i parallelismi dei 4 core sia al livello del software di generazione, scritto e ottimizzato appositamente per questo hardware. In questo modo sarà tra l’altro possibile ottenere la minore latenza che esista sul mercato, inferiore a 3 ms laddove tutti gli altri competitor si attestano tra 6 e 10 ms.

La preparazione dei pianoforti per il campionamento viene affidata a Fabbrini, accordatore di fama, e la filosofia è quella di campionare direttamente i suoni piuttosto che modificarli successivamente con circuiti di sintesi. Vengono dunque campionati in olofonia, oltre alle singole note, anche le risonanze, i rumori dei tasti e dei martelletti, con una risoluzione di 24 bit ed una frequenza di 48 KHz. Campionando a 24 bit in luogo dei 16 bit normalmente usati nel resto del mercato, si ottiene una estensione dinamica 256 volte più grande, un grande passo verso l’obiettivo dichiarato di Dexibell di avvicinarsi il più possibile al suono reale.

Tra i suoni campionati anche diversi strumenti antichi, fra i quali il Pleyel del 1850 usato da Chopin. Il tutto viene gestito da una tecnologia denominata T2L, la quale consente di variare a piacimento i parametri di hammer noise, key off noise, damper noise, string resonance, damper resonance per il piano acustico; cabinet resonance, bell sound e growl per il piano elettrico; click e percussion per l’organo; off noise per il clavinet, il clavicembalo e l’organo a canne. Inoltre è possibile modificare l’inviluppo agendo su 5 parametri: attack, hold, decay, sustain, release. Un misto di sampling e modeling, che permette di sfruttare i vantaggi dell’una e dell’altra tecnologia.

Altro aspetto interessante è che il suono è generato da 320 oscillatori garantendo una polifonia illimitata. Inoltre la durata dei campioni è di 15 secondi, molto più lunga di quelle degli altri pianoforti sul mercato, e questo garantisce una esperienza sonora molto più simile a quella del pianoforte acustico.

La gamma

L’offerta Dexibell si compone di tre serie di pianoforti, di due organi ed un modulo sonoro. In particolare ci concentriamo qui sulla serie Vivo Stage, con il Vivo S1 (un pianoforte ultracompatto di cui parleremo tra poco), il Vivo S3 (a 73 tasti) ed il Vivo S7 (88 tasti). All’ultimo Namm 2018 è stato presentato anche il Vivo S9, un pianoforte che include l’emulazione di organi elettromeccanici ed elettronici, con fader motorizzati. Inoltre da poco è stato presentato un modulo sonoro, Vivo SX7, che ingloba tutte le funzioni dei pianoforti Dexibell con in più una serie di altre feature, introdotte dal nuovo OS 4.0 denominato Aqua Viva, che andremo a discutere più avanti. Cosa molto importante da sottolineare, tutti gli strumenti Dexibell sono dotati dello stesso motore sonoro e dunque di identica qualità timbrica.

Cominciamo dal Vivo S1, il più piccolo della serie, uscito da poco sul mercato. Nasce con un preciso intento: essere il più piccolo pianoforte digitale professionale del mondo. Compito arduo, dal momento che la prima cosa che viene sacrificata è la pesatura della tastiera. In questo caso, come ci racconta Roberto Gaetani, la scelta dei progettisti è stata quella di una keybed leggera come la Fatar TP/8, nella dimensione inedita di 68 tasti. Questa scelta, unitamente alla scocca in alluminio, ha consentito di realizzare un pianoforte delle dimensioni di 109.3 cm di lunghezza per 24.2 cm di profondità e 9.4 cm di altezza, con un peso totale dello strumento di 8.5 kg. Ovviamente la tastiera ha una action più leggera rispetto ad una normale tastiera pesata, ma potrebbe essere un buon compromesso per molti pianisti con esigenze di facile trasportabilità.

Dexibell Vivo S1

Tra le funzioni che gli conferiscono una spiccata portabilità la possibilità di funzionare a batterie e il virtual damper, che inserisce automaticamente il sustain quando si suona in modo legato.

I modelli Vivo S3 e Vivo S7 differiscono solo per la tastiera: Fatar TP/100LR 73 tasti per l’S3, Fatar TP/40M Ivory Feel ad 88 tasti per l’S7. Quest’ultima restituisce una migliore esperienza pianistica ma questo si paga con una differenza di peso sostanziale: 10.3 kg per la 73 tasti e 17.5 kg per l’88 tasti. Per il resto le caratteristiche sono identiche all’S1, a parte il fatto che S3 ed S7 hanno una più ampia dotazione di comandi a pannello.

Dexibell Vivo S7

Utilizzando le funzioni split e layer è possibile avere fino a 3 suoni contemporaneamente, su ciascuno dei quali possono essere applicati 2 effetti DSP per un totale di 6, il tutto con transizioni di tipo seamless change, che consentono di cambiare suono senza interruzione del precedente. Il bilanciamento delle frequenze è gestito da un equalizzatore master a 3 bande. Una funzione che può tornare comoda è la riproduzione di file audio di tipo .wav, .aiff, .mp3 in ogni formato, frequenza e bit rate, mentre è possibile registrare le proprie performance in formato .wav 48 KHz 32 bit floating. Sempre sullo stesso filone, è possibile collegare il piano ad un iPad il quale, tramite la app X-Mure appositamente sviluppata, trasforma lo strumento in un arranger in grado di seguire con l’accompagnamento ciò che viene suonato in tempo reale.

Altro aspetto molto importante da considerare sono le funzioni master keyboard: i pianoforti Dexibell possono gestire fino a 4 zone MIDI, cosa molto utile quando si devono utilizzare diverse macchine sul palco o anche in studio. Inoltre, all’interno del piano Dexibell è possibile importare vari suoni, sia di tipo proprietario sia in formato Sound Font 2, reperibili gratuitamente in rete.

Connessioni

Troviamo due prese frontali per cuffia, una da 1/4 di pollice e l’altra per mini jack, e presa mini jack per AUDIO IN, mentre sul retro vi sono prese per DC IN, Output L/Mono, R (1/4 pollice), USB type B, USB type A, Damper pedal (per controller continuo o ON/OFF), Pedal Assign 1, Pedal Assign 2.

Vi è la possibilità di usare 11 tipi di temperamento, 8 pre impostati (Equal Flat, Equal Stretch, Vallotti, Just Major, Pythagorean, Mean Tone, Werckmeister III, Kimberger III) e 3 impostabili dall’utente.

OS 4.0 Aqua Viva

Con l’introduzione, nel dicembre 2017, di questo nuovo sistema operativo, tutti gli strumenti Dexibell acquistano nuove ed utili funzioni.

USB master device: con questa funzione è possibile collegare lo strumento ad un altro via MIDI, utilizzando un semplice cavo USB.

USB audio streaming: l’audio viaggia su USB trasformando di fatto lo strumento in una interfaccia Audio.

Sound library: è ora possibile scegliere se caricare i suoni di fabbrica, i suoni utente, o parte degli uni e degli altri.

Keyboard velocity response: è ora possibile regolarla in maniera diversa per ogni suono.

Global keyboard response: è ora possibile modificare in maniera totalmente libera la curva di risposta della tastiera.

USB audio: è possibile regolare il livello di entrata e di uscita.

Sono inoltre stati aggiunti 3 effetti: wah-wah, cut filter e compressor.

Conclusioni

Sicuramente siamo di fronte ad una rivoluzione nel campo dei pianoforti digitali, e di questo va dato merito agli ingegneri della Dexibell. I loro prodotti stanno ricevendo apprezzamenti da tutto il mondo e sono stati presentati con successo al Namm e alla MusikMesse. Riguardo i prezzi, si parte dai 1.300 Euro dell’S1, passando per i 1.700 Euro di S3 fino ai 1.800 Euro di S7. Sicuramente prezzi interessanti a fronte di una elevata qualità del suono.

(Maurizio Alvino)

Sito del produttore: http://www.dexibell.com/

Dexibell Vivo S7
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